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titolo

L’anello del Parco di Rocchetta Tanaro

arrivo 
Arrivo e partenza: Rocchetta Tanaro, itinerario ad anello
lunghezza 
7 km circa
tempo di percorrenza 
mezza giornata
difficolta' del percorso 
facile, lunghe salite

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La proposta è quella di andare alla scoperta del decano dei Parchi astigiani; il tracciato permette un’immersione tra boschi d’alto fusto spontanei ed originari, che in epoche passate ricoprivano buona parte della Pianura Padana a costituire una vera e propria foresta planiziale. Oggi questi boschi, ricchi di biodiversità, sono praticamente scomparsi, a causa dell’antropizzazione del territorio; solo la lungimiranza dei Marchesi Incisa della Rocchetta ha permesso a questo prezioso lembo di “foresta” di arrivare sino a noi, quasi immutato nel tempo.

Dal parcheggio posto sul crinale centrale del Parco, si discende la lunga carrareccia che, a tornanti, taglia il versante esposto ad OVEST, fino a raggiungere la solitaria valle del rio Rabengo, appena prima della quale è presente una piccola area di sosta. Durante la discesa è evidente il mutare della composizione floristica del bosco: da querceto misto a noccioleto con frammiste robinie. Transitati nei pressi di due cascine semi dirute, si costeggia per un po’ il fiume Tanaro, in questo tratto placido e naturale. Imboccata la valle del rio Ronsinaggio, si percorre il fondovalle sino a raggiungere la grande area attrezzata “Bigatti”, porta bassa del Parco. Da qui si prosegue lungo il rio su un’ampia carrareccia. Ben presto non passerà inosservata, sul ripido versante esposto a NORD, l’ampia e caratteristica chioma del “grande faggio”, patriarca arboreo residuo delle ampie faggete diffuse in tutta la zona al termine dell’ultimo periodo glaciale, che qui cresce alla quota minima per il Piemonte, di circa 140 metri. La via di fondovalle viene infine abbandonata per guadagnare lentamente quota risalendo il crinale, nuovamente immersi nel querceto misto ove le specie dominanti sono il rovere, la farnia ed il cerro, con presenza di forme ibride di difficile assegnazione sistematica. Gli aspetti naturalistici e forestali incontrati lungo il percorso possono essere approfonditi presso il Centro Didattico Polifunzionale che si incontra nel tratto terminale del tracciato, adibito anche ad ostello per soggiorni e che permette di integrare ed ampliare la visita del Parco con gli altri percorsi autoguidati di fruizione. Il restante tratto a chiudere l’anello ricalca il tracciato del percorso agevolato per ipovedenti, dotato di mancorrente continuo e pannelli divulgativi in Braille; percorrerlo ad occhi chiusi permette di intuire le difficoltà connesse a questa invalidante disabilità.

Avvertenza generica valida per tutti i tracciati:
I tracciati GPS dei percorsi provengono da fonti varie e sono costituiti da più sezioni composte in un unico tracciato. Alcuni di essi possono avere un senso direzionale diverso da quello descritto sulla guida. Per una corretta percorrenza si raccomanda sempre la lettura del testo descrittivo e della mappa. Le informazioni contenute su tutti i media non impegnano la responsabilità di autori ed editori.