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Cellarengo

25 Km da Asti, 321 m s.l.m.
Abitanti: 721

Paesaggio

Cellarengo è situato a cavallo tra le ultime propaggini delle colline del Monferrato, il Roero e la pianura torinese.

Storia

L’origine del toponimo si fa risalire a Cellare, dal nome della foresta che ricopriva anticamente l’intero territorio. Nel 1014 cambiò la denominazione nell’attuale Cellarengo. Nel 1241 si costituì in Comune. Fu poi feudo delle famiglie Malabaila e Pelletta, passò quindi ai Guttuari di Ferrere all’inizio del XV secolo e successivamente ai Montiglio. Il castello, che nel Medioevo subì numerosi attacchi, in parte esisteva ancora alla metà del secolo scorso. Il proprietario, il conte Ricardi di Netro, morendo lo lasciò alla sorella. Passò quindi in proprietà dei fratelli Jona di Canale che lo rivendettero ad alcuni contadini, i quali verso il 1880 lo distrussero per venderne i mattoni.

Arte 

Poco prima di raggiungere il centro del paese s’incontra la cappella dedicata al Santo patrono San Firmino. In piazza Castelvecchio vi è la parrocchiale di San Giovanni Battista. Tra 1928 e 1930 la chiesa fu prolungata nella parte posteriore di 10 metri e si elevò al di sopra del presbiterio una cupola sormontata da un lucernario; fu trasportato più indietro l’altare maggiore, come anche la balaustra e il pulpito. L’interno presenta affreschi eseguiti da Luigi Morgari. 

Enogastronomia

Le tinche gobbe dorate del Pianalto, grazie alle particolari argille rosse dei fondali delle peschiere degli allevamenti della zona, sono una vera prelibatezza tanto da divenire Presidio Slow Food ed ottenere recentemente la DOP (Denominazione d’Origine Protetta). Sono ottime soprattutto in carpione o fritte.

www.comune.cellarengo.at.it