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CASTELNUOVO CALCEA

22 Km da Asti, 246 m s.l.m.
Abitanti: 783

Paesaggio

l paesaggio straordinario di colline e vigneti che si presenta agli occhi del visitatore costituisce una delle migliori attrattive del paese che fu per secoli la “porta d’accesso” per la Valle Belbo, il Monferrato di Nizza e l’Acquese.

Storia

Il nome deriva da Castrum Novum (Castelnuovo) mentre Calcea potrebbe derivare da calcarias (strada rincalzata) o calceus (zona di cave di calce). Il primitivo insediamento si deve ai Liguri, presenza testimoniata da alcuni toponimi. Nel 1154 subì l’assedio del Barbarossa e venne distrutto. Passò quindi sotto il Comune di Asti e dal 1290 fu feudo dei Guttuari, del marchese di Monferrato e dei Visconti. Castelnuovo Calcea diede i natali ad Angelo Brofferio, avvocato, scrittore, poeta dialettale e deputato al Parlamento Subalpino. In occasione del bicentenario della nascita (6/12/1802) sono stati inaugurati il "Centro Culturale A. Brofferio" con l'annesso Museo "Me Ritorn" e  due percorsi paesaggistico-culturali nelle terre care all’illustre concittadino.

Arte 

Il centro storico è caratterizzato dalla bella piazza  acciottolata panoramica su cui si affacciano il palazzo del Municipio e  la bella parrocchiale barocca di Santo Stefano (1684), una delle chiese barocche meglio conservate e più rappresentative dell’Astigiano, dai ricchissimi interni. Il campanile, coevo della chiesa, è alto 35 metri. Adiacente vi è la Confraternita dei Battuti, che all'interno conserva una interessante statua settecentesca del Cristo. Dislocate nelle varie località del territorio, si trovano  alcune interessanti chiesette campestri. I resti del castello, che fu distrutto nel 1631, sono stati oggetto di recenti restauri; visitabili, conservano il portale d’ingresso, le mura perimetrali, un camminamento sotterraneo, le segrete e la torre d’avvistamento. Alla sua ombra è stato ricavato un ampio e suggestivo cortile a terrazza, palcoscenico delle varie manifestazioni estive da cui si gode uno splendido panorama sull’Alto Monferrato. 

Enogastronomia

Gli ottimi “rossi” della zona accompagnano le ricette tipiche piemontesi: dall’antipasto di carne cruda ai tajarin con sugo di coniglio, dai brasati alle pesche ripiene con cacao e amaretti. Si producono DOC quali Barbera d’Asti, Barbera del Piemonte e Grignolino d’Asti. Tra i vigneti si snoda il percorso del Parco Orme su la Court con le sculture e installazioni di grandi artisti  come Lele Luzzati.

www.comune.castelnuovocalcea.at.it
www.castelnuovocalcea.com
www.castelneuvbriso.com
www.castelliaperti.it