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CASORZO

24 Km da Asti, 275 m s.l.m.
Abitanti:680

Paesaggio

L’abitato è adagiato tra le morbide colline del Basso Monferrato. Le strade che si snodano da Casorzo verso Grana, Montemagno e Grazzano Badoglio permettono di godere della visione panoramica delle Colline del Marchesato e dei borghi con suggestivi itinerari a valenza storica, artistica, paesaggistica e naturalmente enogastronomica.

Storia

L’insediamento ha origini celtiche. Alcuni fabbricanti di formaggi, chiamati da Plinio Casurciuli, si riunirono per motivi di difesa sull’altura che da loro prese il nome: Casurcium o Casurtium. Intorno al 1000 si formò il Comune su cui, per breve tempo, si estese il dominio di Asti. L’imperatore Carlo IV ne confermò il possesso al Marchese Giovanni Il Paleologo, che lo concesse poi in feudo a diverse famiglie. Nel 1621 fu elevato a contea e venduto a Giovanni Francesco Picco.

Arte 

IPasseggiando per il centro s'incontrano la parrocchiale barocca dedicata a San Vincenzo martire (1730) situata in posizione dominante sul sito del castello ormai scomparso. Il sagrato ospita un maestoso ippocastano bicentenario (tra gli alberi  monumentali piemontesi), ritratto in un quadro conservato all’interno della chiesa. All’estremità est del concentrico sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, edificio del 1180; oggi dell’origine romanica della Chiesa resta solamente la parte inglobata negli interventi eseguiti nell’Ottocento. Curiosi i molti graffiti sulla parete sud che vanno dal XVI secolo ad oggi.

Enogastronomia

Le ricette tipiche della cucina monferrina sono accompagnate dalle DOC locali.
Il paese dà il suo nome alla Malvasia di Casorzo che si produce in quest’area anche nella versione Spumante. Ottimi anche gli altri rossi, dalla Barbera al Grignolino, e i bianchi quali Piemonte Cortese e Chardonnay.

www.comune.casorzo.at.it