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ARAMENGO

30 Km da Asti, 260 m s.l.m.
Abitanti: 627

Paesaggio

L’antica strada romana di valle che corre nei pressi del borgo offre scorci di alto valore paesaggistico e ambientale. I fitti boschi favoriscono la ricerca del tartufo bianco e sono composti da specie arboree diverse come l’olmo, l’acero campestre, il frassino, il tiglio.

Storia

Il nome di Aramengo deriva dal latino Ara Mea diventato Aramengo nella dizione longobarda. In epoca romana il borgo doveva rivestire un’importanza strategica per il controllo dell’antica strada che univa Asti alla valle del Po. Nel basso medioevo i territori di Aramengo furono concessi ai conti Radicati, poi passarono ai conti di Cocconato, in seguito suddivisi tra i Marchesi del Monferrato, il Vescovo di Vercelli e altri feudatari.

Arte 

Il paese si snoda a semicerchio addossato all’altura scoscesa che ospitava il Castello distrutto nel XV sec. Sulle rovine del maniero fu edificata la chiesa parrocchiale intitolata a S. Antonio Abate, bell’esempio di architettura tardo-barocca di fine Settecento, progettata dall’Architetto Giovanni Maria Molino nel 1770. Per la costruzione della chiesa pervennero laterizi ed altri materiali da un distrutto castello dei Conti Radicati, mentre dalla Certosa di Asti, smantellata per ordine napoleonico, giunsero i marmi per l’altare maggiore, le statue ed i vasi in terracotta che adornano il timpano della facciata.  In borgata Masio da vedere la chiesa di San Giorgio, con abside romanica. Il laboratorio di Restauro Nicola, che opera in tutti i settori del restauro di opere d’arte, è uno dei più prestigiosi in Italia.

Enogastronomia

Nelle aziende agricole è diffuso l’allevamento dei bovini di razza piemontese. Altri prodotti tipici sono i salumi, il miele e il rinomato tartufo bianco. La produzione vinicola vede in particolare il Freisa e il Barbera.

www.comune.aramengo.at.it