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titolo

Anello della Riserva Naturale della Val Sarmassa

partenza 
Vinchio, parcheggio Ru
arrivo 
Incisa Scapaccino, percorso ad anello
Localita' sul percorso 
Vinchio, Vaglio Serra e Incisa Scapaccino
lunghezza 
11 km circa
tempo di percorrenza 
1 giorno
difficolta' del percorso 
facile, lunghe salite

L’area della Val Sarmassa racchiude in sé il sunto delle valenze paleontologiche e naturalistiche dell’Astigiano, cui si sommano ulteriori aspetti di interesse che di per sé motiverebbero già la visita: quello paesaggistico e quello storico-letterario, posti in evidenza da itinerari tematici. L’anello proposto consente una visione d’insieme di questi aspetti, accorpando percorsi autoguidati a diverso tematismo. Bacheche informative ed aree attrezzate per la sosta offrono ulteriori spunti di osservazione ed indicazioni cartografiche. Questi luoghi sono legati a filo doppio alle vicende del partigiano “Ulisse”, Davide Lajolo, giornalista e scrittore nativo di Vinchio. Presso il vicino casotto di Ulisse, al Monte del Mare, pannelli divulgativi danno modo di approfondire alcuni aspetti storico-letterari. L’anello ha inizio dal parcheggio, lungo il crinale che divide la val Tiglione dalla val Marzano, in prossimità della “Ru”, la quercia che Davide Lajolo ha reso magica, recuperando un’antica leggenda dei tempi della peste del 1630, la leggenda di Clelia e Ariosto, due giovani innamorati che cercano scampo dall’epidemia salendo sulla grande quercia. La Ru oggi è monumento naturale dell’intera Riserva. Poco oltre, mantenendosi in cresta, il “Giardino delle Aromatiche” permette un approccio conoscitivo alle specie officinali spontanee della zona, purtroppo rinvenibili sempre più raramente. Il percorso prosegue su tratturo che, dopo lunga discesa, raggiunge l’umido fondovalle ove s’incontra, dopo la breve e suggestiva risalita di una vallecola, una prima sezione fossilifera, prologo al successivo grande affioramento attrezzato per la visita. Le conchiglie di molluschi fossili risalenti al Pliocene, affermano la presenza nell’astigiano di un mare caldo e poco profondo. Il breve tratto asfaltato su cui ci si innesta, viene quindi abbandonato per imboccare una carrareccia risalente il versante tra boschi cedui, giungendo nuovamente al panoramico crinale sommitale, che si mantiene sino al Bricco dei Tre Vescovi. Qui è ancora visibile il cippo di confine che, fino al secolo scorso, segnava il punto di intersezione tra le giurisdizioni dei Vescovadi di Asti, Alessandria e Acqui. L’ampia visuale spazia dalle prospicienti colline, in primo piano, ai primi rilievi delle Alpi e degli Appennini. La tratta di cresta, che si snoda tra vi-gneti storici, ad un certo punto cede il passo ad una ripida discesa che, dietro una stretta curva, svela un angolo inatteso: il centro sportivo-ricreativo del lago Valtiverno, al centro di una conca artificiale tra alte pareti sabbiose. La risalita verso il Bricco dei Tre Vescovi sfrutta carrarecce attraversanti boschi cedui di robinia, castagneti e, nella zona “Crosa”, querceti d’alto fusto di particolare rilevanza forestale. Un percorso ginnico accompagna il tratto sino alla provinciale di cresta che, in breve, riconduce al punto di partenza.

Avvertenza generica valida per tutti i tracciati:
I tracciati GPS dei percorsi provengono da fonti varie e sono costituiti da più sezioni composte in un unico tracciato. Alcuni di essi possono avere un senso direzionale diverso da quello descritto sulla guida. Per una corretta percorrenza si raccomanda sempre la lettura del testo descrittivo e della mappa. Le informazioni contenute su tutti i media non impegnano la responsabilità di autori ed editori.