lingua

  • Italiano
  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Русский

titolo

MONASTERO BORMIDA

42 Km da Asti, 191 m s.l.m.
Abitanti: 997

Paesaggio

Insediamento di fondovalle, poiché nato non attorno a una fortificazione ma come complesso religioso, Monastero è però circondato dalle alte colline di Langa, percorse da numerosi sentieri che permettono di raggiungere splendidi punti panoramici (tra cui il Sentiero delle 5 torri che raggiunge Roccaverano).

Storia

L’insediamento di Monastero fu fondato dai monaci benedettini dell'abbazia di Fruttuaria intorno al 1050. Il castello (visitabile durante la rassegna Castelli aperti) è frutto delle trasformazioni del complesso monastico di Santa Giulia di cui rimangono la bellissima torre campanaria romanica e il ponte sul fiume Bormida a schiena d'asino. La leggenda vuole che i monaci avessero usato per tener saldi mattoni e pietre l'albume d'uovo “ e dei rossi facean zabaione” come ricorda nel suo romanzo “I Sanssôssi” Augusto Monti, lo scrittore ed educatore nato qui nel 1881. Negli anni tra il 1394 e il 1405 per volontà dei Marchesi Del Carretto l’edificio assunse un carattere difensivo, ancora ben visibile nonostante i successivi rimaneggiamenti rinascimentali e barocchi. Negli interni decorati,notevoli gli affreschi seicenteschi.

Arte 

La seicentesca chiesa parrocchiale di Santa Giulia presenta alcune parti, tra cui le due navate laterali e la facciata, di inizio Novecento. Al’interno di rilevante importanza la tela raffigurante l’Immacolata Concezione con S. Gerolamo e S. Carlo e i simboli delle litanie mariane e quella con le Anime del Purgatorio attribuite a Orsola Caccia (1596-1676). Le recenti vetrate della chiesa rappresentano la cappelle campestri di Monastero ancora tutte visibili (tranne l’oratorio dell’Annunziata). La pieve di San Desiderio (nella località omonima) è un raccolto gioiello dell’architettura barocca del primo settecento.

Enogastronomia

La Sagra del Polentone, la seconda domenica di marzo, secondo una leggenda si lega a un atto di generosità del Marchese Del Carretto, che sfamò con polenta, frittata di cipolle e salsiccia un gruppo di calderai stremati dalla fame, i quali regalarono al paese l'enorme paiolo di rame in cui viene tuttora cotta la gigantesca polenta, servita al pubblico con salsiccia e frittata di cipolle. Da segnalare carni e salumi locali e le antiche specialità a base di maiale come le grive e le frizze.  Tra i vini locali il Moscato DOCG e il Dolcetto d'Asti.

www.comune.monasterobormida.at.it
www.castelliaperti.it