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Maretto

18 Km da Asti, 240 m s.l.m.
Abitanti: 393

Paesaggio

L’agricoltura riveste ancora un ruolo primario nell’economia locale, conservando nel paesaggio un carattere di continuità con il passato caratterizzato dalla classica divisione geometrica degli spazi che definiscono le colture..

Storia

l toponimo Maretto deriva dal latino Maletum/Meletum, meleto, luogo caratterizzato dalla rilevante presenza di alberi di melo. Di probabile origine romana, sul sito dell’antico centro abitato si trova un pilone dedicato a San Michele, che ricorda la chiesa scomparsa dove si possono ancora rilevare resti dell’antico cimitero. Con la fine dell’impero carolingio Maletum passò sotto la giurisdizione dei vescovi di Asti. Dal 1417 fu dei Pelletta di Montafia e nel 1577 divenne parte dello stato sabaudo.

Arte 

Monumento principale la settecentesca parrocchiale, dedicata ai Santi Maria e Michele, costruita nella prima metà del secolo XVIII. La chiesa ha una bella facciata settecentesca in mattoni a vista, distribuita su due ordini e scandita da lesene. All'interno, ad una navata, con cappelle laterali, pregevoli l'altare maggiore in scagliola dipinta del 1741 e la statua seicentesca di S. Michele. La chiesa della Confraternita di Santa Croce (XII sec.) ricostruita nel 1680 è stata oggetto di un importante restauro e conserva al suo interno un altare in stucco di pregevole fattura. 

Enogastronomia

Ottima produzione di “rossi” in particolare Freisa e Barbera.

www.comune.maretto.at.it