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titolo

arte e cultura

The territory of the province of Asti between Langhe and Monferrato

A territory shaped as a bunch of grapes, that extends between the beautiful hills of the Monferrato and of the Langhe, among the charming wine landscapes that in 2014 have been awarded the prestigious Unesco world heritage recognition.
The lands surrounding Asti, famous worldwide for their wines, deserve to be known also for their history, art and traditions that duly come back in the great events of September or in all events that enliven the many small but lively municipalities of the territory.
Places to discover slowly, alternating outdoor excursions, cultural visits among museums, castles and towers, pauses in wine cellars, enjoyable sports activities, spa treatments and shopping, finishing the day at one of the many lovely restaurants where you can taste the dishes of the rich food and wine heritage.
Asti and its hills, on which you can find a warm welcome in small hotels of charme, in lovely farms or B&Bs, await you for a unique, relaxing and original experience: nothing here is built to impress, the beauty of these lands lies in the authenticity of their products, in the harmony of their landscape and in the passion that people of these lands express by carrying on all their traditions.

A small territory, for great emotions!
AstiTurismo, the local tourist agency, welcomes you and wishes you a happy stay.

Download the guide to the territory

The archaeological museum is largely made up of four private collections donated to the city in the early decades of the '900. The material includes metal pre-Roman, Greek pottery, Greek and Etruscan magno-and a substantial collection of Roman artifacts: pottery and lamps, terracotta urns, glass, bronzes. The section includes two Egyptian mummies, their wooden sarcophagi, canopic jars and a series of religious-funerary objects.

16 Km da Asti, 107 m s.l.m.
Abitanti: 1438

Paesaggio

Il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro comprende un’area boschiva ideale per passeggiate. E' chiamato bosc dal marcheis (ovvero bosco dei marchesi Incisa) dagli abitanti di Rocchetta: proprio lo scomparso marchese Mario Incisa della Rocchetta, che fu presidente del WWF, pose le premesse per la creazione del Parco. Nel fondovalle è possibile ammirare un grande faggio plurisecolare (faggio Emilio).

Storia

La presenza dei romani è confermata dagli scavi effettuati intorno alla chiesa delle Ciappellette. Le vicende medievali sono legate agli arduinici . Fin dal 1200  Rocchetta Tanaro lega le sue sorti al nome dei Marchesi Incisa che ancora oggi risiedono nel castello.

Arte 

Il castello conserva tracce del Medioevo nella torre cilindrica e nelle mura. La chiesa parrocchiale dei Santi Nicolao e Stefano risale al XVIII e conserva interessanti arredi. In direzione Cortiglione, un tempo sulla riva del Tanaro, sorge la chiesetta di Santa Maria de Flexio, già dipendenza dell'Abbazia di Pomposa, detta delle Ciappellette  per le decorazioni ottenute con cocci di tegole di recupero (abside romanica). A Giacomo Bologna, in passato tra i fautori del rilancio della Barbera, è dedicato il salone congressi nella vecchia fattoria dei marchesi Incisa. Annesso al salone è  il Museo delle etichette dei vini italiani.

Enogastronomia

La zona di Rocchetta è una delle zone di eccellenza del Barbera d’Asti. Dolce tipico la tirà. Famose le “lingue di suocera”.

www.comune.rocchettatanaro.at.it

 

23 Km da Asti, 269 m s.l.m.
Abitanti :677

Paesaggio

Vinchio sorge su un gruppo di colline tra Langhe e Monferrato ed è sede della Riserva Naturale della Valle Sarmassa che comprende colline e valli con boschi di robinie, castagni, querce, di cui un esemplare secolare, detto “La Ru”, è il monumento naturale della Riserva.  Alcuni itinerari permettono di scoprire questo “mare di colline” a piedi o in mountain bike.

Storia

Di origini molto antiche, secondo la tradizione Vinchio fu teatro della battaglia in cui, nel 935, il futuro Marchese del Monferrato Aleramo sconfisse i Saraceni scacciandoli per sempre dalle sue terre. La vicenda viene rievocata ogni anno in maggio. Il borgo era dominato da un possente castello d'origine medievale, demolito nell'Ottocento.

Arte

Da segnalare la Confraternita della SS. Trinità oggi sede di eventi culturali e la barocca chiesa parrocchiale di San Marco e San Vincenzo . Vinchio ha dato i natali a Davide Lajolo, scrittore e uomo politico. Il Museo multimediale “Vinchio è il mio nido” è dedicato alla sua figura e itinerari letterari permettono di scoprire i luoghi per lui più significativi. Lungo uno di questi percorsi è stato realizzato Il Museo contadino di civiltà rurale.   La Casa delle memoria è un moderno allestimento sulla Resistenza e la deportazione in rapporto a questi territori.

Enogastronomia

Vi si producono grandi vini, soprattutto la Barbera d'Asti. Degno di nota è l'Asparago Saraceno a cui è dedicata la Sagra la prima domenica di maggio.

www.comune.vinchio.at.it 
www.parchiastigiani.it
www.casamemoriavinchio.it
www.davidelajolo.it

23 Km da Asti, 260 m  s.l.m.
Abitanti : 5341

Paesaggio

Attorno a Villanova nella campagna per lo più pianeggiante si alternano grandi fattorie e cascinali, aziende agricole e di allevamento.

Storia

e prime notizie certe si hanno nel 1001 con i documenti relativi al convento delle monache Benedettine di Corveglia  (da curs vetula, corte vecchia), donato da Ottone III all’ordine. Attorno al convento si formò un piccolo borgo. Nel 1248 il podestà di Asti fondò un nuovo insediamento fortificato detto Villa nuova di Asti, con lo scopo di creare un granaio per la città ed avere nelle mani un importante avamposto strategico. Nel 1285 diventò libero Comune. Fu poi feudo dei Solaro, dei Visconti e degli Orleans.

Arte 

Il centro storico è dominato dalla torre comunale tardo medioevale che era ed è il simbolo del comune di Villanova.  Da vedere la parrocchiale di San Martino, che custodisce una statua della Madonna del Clemente, uno splendido altare ligneo l'altar maggiore di Carlo Pelagatta, un Macrino d'Alba, due opere del Moncalvo. La  parrocchiale di San Pietro ospita un altro splendido altare di Enaten (1646), in legno dorato oltre a due tele seicentesche attribuite a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. L’antico convento francescano fu trasformato alla fine dell’800 in villa nella parte anteriore e posteriormente in castello neogotico. Fuori dall’abitato il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, ottocentesco, è ogni anno in luglio teatro delle celebre Infiorata: tappeti raffiguranti immagini religiose creati con petali di fiori. Sulla strada per Poirino il castello di  Corveglia, il più antico nucleo abitativo (ospita un agriturismo), conserva la splendida torre romanica e all’interno pilastri con capitelli in arenaria scolpita.

Enogastronomia

prodotto di eccellenza dell’area è  la Gallina Bionda di Villanova d'Asti a cui è dedicata una Fiera all’inizio di ottobre. Ottime le carni bovine degli allevamenti locali.

www.vnat.it

14 Km da Asti, 206 m s.l.m.
Abitanti: 3139

Paesaggio

Il territorio oggi occupato da Villafranca è ben noto ai paleontologi che in questa zona hanno ritrovato tanti reperti fossili da denominare “villafranchiano” un periodo geologico dell’era Quaternaria.

Storia

Alla metà del decennio 1250-1260 il potente comune di Asti, raccogliendo gli abitanti dei precedenti insediamenti, fondò un nuovo centro sulla strada verso Torino e la Francia a protezione dell'area occidentale; il suo nome, Villafrancha, compare per la prima volta nel 1257.  Nel corso del Trecento, proprio a causa della sua collocazione stradale, Villafranca subì pesantemente le violenze belliche al punto che  nel Quattrocento  si spostò l’abitato sulla collina dove sorge l’attuale concentrico.  Nell’Ottocento ebbe un notevole sviluppo  favorito dalla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Genova.

Arte 

Da visitare la chiesa di Santa Maria Assunta (XVII sec) progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte.  L'edificio è particolarmente interessante anche all'interno: conserva infatti opere seicentesche, di notevole valore artistico come lo splendido  calvario ligneo, con Cristo Crocifisso, Maria Vergine e San Giovanni Evangelista di  Francesco Borello e  i due altari lignei dell’Immacolata e di San Francesco  una tela attribuita  alla scuola di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Sul piazzale antistante la parrocchiale è l’imponente Palazzo Aghemio, settecentesco. Sulla Via Roma,  si affaccia il Palazzo Comunale, con caratteristico porticato o ala, costruito nel 1877.   La chiesa dei Disciplinati, costruita nel 1701, dedicata a San Giovanni Battista, è oggi sconsacrata ed adibita a teatro. In borgata Sant’Antonio, unica testimonianza dell'antico insediamento di Vulpilio, la cappella della Madonna della Neve (XII secolo) nella cui muratura bianca si evidenziano la monofore strombate con archetti decorati, tipici del romanico astigiano.

Enogastronomia

Ottima la produzione di miele, vino e salumi. La cucina locale si caratterizza per prelibate portate come gli  agnolotti col plin, il fricandò (spezzatino di carne). Tra i vini locali i più tipici sono  Freisa e Barbera.

Ufficio Informazioni di Villafranca d’Asti

Via Roma 48 ,Tel. +39 0141 943885
Orario di apertura:
lunedì - giovedì - sabato 9.00/12.00
martedì 8.00-12.00/16.00-17.45

www.comune.villafrancadasti.at.it

15 Km da Asti, 287 m s.l.m.
Abitanti : 396

Paesaggio

l paese è situato sulle colline tra  la Valle Versa e la Val Rilate.

Storia

Il comune nasce contemporaneamente alla fondazione della villa nova. Al 1312 risalgono infatti i primi Statuti Comunali, confermati dal Marchese del Monferrato. Con essi il comune si resse per quattro secoli. La comunità si mise sotto la protezione dei marchesi Paleologi di Monferrato, godendo di ampie autonomie e immunità, fino all’avvento dei Gonzaga in qualità di Duchi del Monferrato

Arte 

l centro storico è disposto con andamento a spirale intorno alla elegante  chiesa parrocchiale settecentesca, dedicata ai S.S. Matteo e Pietro, e si presenta poco rimaneggiato, vi si possono ammirare diversi edifici padronali sette-ottocenteschi. La piccola chiesa della Madonna delle Grazie eretta nel 1632 come ex voto dopo la  peste che infuriò negli anni 1630/31, fu ampliata e rimaneggiata nell'Ottocento.

Enogastronomia

Originale la sagra dell’agnolotto d’oca e dei Friceu (frittelle) in ottobre.

www.comune.villasansecondo.at.it

14 Km da Asti, 279 m s.l.m.
Abitanti: 853

Paesaggio

l paese di Vigliano sorge sulle colline della Val Tiglione in un’area ricchissima di fossili. Nella sede della Proloco è esposta una  copia di “Viglianottera” la balenottera ritrovata qui nel 1959 ed esposta a Torino.

Storia

Anticamente chiamato Villianum, che significa “luogo rustico” o “villaggio”, in dialetto Vigliano d’Asti è chiamato Vian: questo potrebbe significare che la sua denominazione significhi “via” o comunque indichi un luogo di passaggio. Si parla di questo paese già in un documento dell’anno 899 quando il vescovo di Asti affida alcuni beni siti in Viliano ai suoi canonici in godimento.

Arte 

Il castello di Vigliano d’Asti risalente al X secolo sorge in eccezionale posizione panoramica nella parte alta dell’abitato. La massa squadrata dell’edificio si mostra tuttora imponente; la facciata principale è di chiara origine ottocentesca in stile neoclassico. La chiesa parrocchiale sorge sul punto più alto, accanto al castello, ed è di antichissima costruzione. Nel ’52-’54 fu ristrutturata e nel 1983 Luigi Azzuffi vi ha realizzato una serie di affreschi.

Enogastronomia

Oltre alla Barbera, si producono anche Cortese, Grignolino, Dolcetto, oltre a liquori e  grappe.

www.comune.vigliano.at.it

1 Km da Asti, 252 m. s.l.m.
Abitanti: 1000

Paesaggio

Il territorio presenta una ricca vegetazione di lussureggianti boschi cedui e di colture a vigneto oltre a frutteti e noccioleti.

Storia

I resti toponimici della latinità non sono molti, ma sufficienti a documentare le origini romane. Del castello citato nella carta del 1041 quasi non resta traccia, ad eccezione di qualche finestra ogivale nelle più antiche case di Viarigi. 

Arte 

Il paese è diviso dalla via principale in Viarigi Alto e Viarigi Basso. Il centro abitato sorge su vari livelli terrazzati, che lo rendono suggestivo e caratteristico. Il centro storico si sviluppa ai piedi della  torre medievale (detta Torre delle Vedette, accessibile) del XII secolo, unico resto di una munita roccaforte . Dall'area verde circostante si gode uno splendido panorama sul Monferrato.  La chiesa romanica detta di San Marziano (dall’omonima contrada) è originaria dell’XI secolo e sorge tra i vigneti sulla collina antistante l’attuale centro edificato: è ricca di rilievi zooformi raffiguranti teste di scimmie, cavalli e buoi, volatili, decori vegetali e rosoni di grande valore artistico.
Ogni anno a fine agosto il centro storico ospita la manifestazione Saltimpiazza con artisti di strada provenienti da tutta Italia.

Enogastronomia

Piatto tipico gli agnolotti di coniglio che rappresentano il paese al Festival delle Sagre di Asti.

www.comune.viarigi.at.it

23 Km da Asti, 261 m s.l.m.
Abitanti:282

Paesaggio

Viale è un centro situato a nord-ovest di Asti e nella zona centrale del Basso Monferrato. Il territorio comunale è prevalentemente collinare, occupato per circa due terzi da boschi.

Storia

Compreso nel comitato di Asti e proprietà del vescovo di Torino, fu tenuto dai signori di Viale e nel Duecento dai Calcagni di Torino. Questi nel 1296 lo cedettero ai Grassella di Asti che, successivamente, furono sostituiti dagli Scarampi e dai Balbiano (1610). Fino al 1789 i Balbiano saranno gli unici Signori di Viale con il titolo di Conte. Anche in seguito alla cessazione del regime feudale, i Balbiano rimarranno ancora per alcuni decenni proprietari del vasto patrimonio di origine feudale e del Castello.

Arte 

Il Castello già proprietà dei Conti Balbiano fu acquistato intorno alla metà dell'Ottocento dai Marchesi Caisotti di Chiusano che ne fecero oggetto di un radicale intervento di restauro ed ampliamento con la realizzazione dello scenografico loggiato sulla facciata. Oggi ospita il Municipio e un hotel–ristorante. La parrocchiale con facciata in mattoni a vista è settecentesca. Tra gli eventi ricordiamo il Raduno Nazionale di Vespa in estate 

Enogastronomia

Tipica la produzione di salumi artigianali.

www.comune.viale.at.it

48 Km da Asti, 225 m.

Abitanti: 683

Paesaggio

Nel cuore della Langa Astigiana, Vesime è terra di vigneti e di boschi e mostra due facce: una moderna,  lungo la provinciale per Cortemilia in Valle Bormida  e una storica medioevale  nel concentrico.

Storia

Il territorio di Vesime (ad Vigesimum Milium da Acqui) fu abitato dai Liguri Stazielli e poi dai Romani. Il primo signore del luogo fu Bonifacio Del Vasto, marchese di Savona. Passò in seguito ai Del Carretto, quindi agli Asinari, agli Scarampi e infine e ai Savoia nel 1708.

Arte 

L’edificio che oggi ospita gli uffici comunali, è l’unico palazzotto medioevale perfettamente conservato della Langa Astigiana con belle colonne in pietra dai capitelli scolpiti.  La parrocchiale di San Martino, costruzione recente (1898) in stile neo-gotico, contiene all’interno diverse tele di Rodolfo Morgari.  Ben più antiche la chiesa dei Battuti e  la Pieve di Santa Maria presso il cimitero, primo edificio di culto del paese dalla sorprendente ed elegante facciata Rococò. Interessante il Museo della Pietra di Langa . Con una passeggiata si raggiunge la sommità del colle su cui vi sono i resti del castello, recuperati recentemente.

Enogastronomia

La Sagra della Robiola in giugno prevede, oltre alla degustazione ed alla vendita, un concorso tra i produttori con la premiazione delle forme migliori e una serie di manifestazioni collaterali di promozione del formaggio.

www.comune.vesime.at.it

24 Km da Asti, 282 m s.l.m.
Abitanti : 2368

Paesaggio

Il Comune di Valfenera sorge all’estremo limite occidentale della provincia di Asti ed è considerato una delle porte del Basso Monferrato. Il parco della Rocca è un'area attrezzata e didattica con animali selvatici e da cortile.

Storia

alfenera  era l’antica colonia romana Vallis Finaria. Il territorio fu poi incluso nel comitato di Asti. Era detta città delle sette torri in quanto pare che il castello, distrutto nel 1577 fosse munito di sette alte torri. Da non dimenticare  l’importanza che ebbe l’industria serica grazie alla Filatura, in attività fino al 1954.  

Arte 

Nel concentrico molti sono gli edifici di pregio, dal Palazzo Villa sede del Municipio al fabbricato della Filatura, gioiello di archeologia industriale. La torre medioevale utilizzata poi come campanile (detta Ciuchè Much, campanile mozzo) potrebbe essere parte delle antiche fortificazioni. La chiesa parrocchiale dei SS. Bartolomeo e Giovanni è di origini seicentesche, ampliata nell'Ottocento.  A partire dal Seicento Valfenera conobbe un grande sviluppo edilizio di cui sono testimonianza il Palazzo Morozzo della Rocca, Villa Berardi e parte di via del Fossale ora Giovanni XXIII. Tra gli edifici di maggiore importanza storica risalenti al XVIII e XIX secolo  Villa Scanagatti . In via A. Diaz si possono invece ammirare Villa Toso, e l’edificio sede dell’asilo infantile Regina Margherita. 

Enogastronomia

Prodotto tipico  è la Tinca Dorata è una variante della Tinca comune, alimento dalle carni delicate e di notevole valore proteico. Nelle aree collinari  troviamo il Barbera d’Asti DOC e il  Barbera del  Monferrato DOC.

http://www.comune.valfenera.at.it

26 Km da Asti, 278 m s.l.m.
Abitanti: 283

Paesaggio

Il comune è situato a poca distanza dal torrente Belbo e Nizza Monferrato a sud di Asti tra i vigneti e i boschi della Riserva Naturale della Valle Sarmassa.

Storia

Insediamento molto antico fu quasi certamente abitato da tribù Liguri. La prima citazione storica di Vaglio è in una “Carta” del 984 d.C. del Marchesato d'Incisa.

Arte 

In paese si trovano il Palazzo Comunale con il giardino pensile dove dimorano piante secolari e da cui si può godere di un meraviglioso panorama, il castello del Baroni Crova, la chiesa parrocchiale e la ormai sconsacrata Chiesa dei “Batu”. A pochi chilometri in direzione Vinchio e proprio adiacente alla Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio sorge il Santuario di San Pancrazio.

Enogastronomia

Occasione per degustare gli ottimi vini locali accompagnati dai tipici prodotti autunnali è la Sagra delle Scorte di San Martino a novembre.

www.comune.vaglioserra.at.it

38 Km da Asti, 430 m s.l.m.
Abitanti: 214

Paesaggio

Il paesaggio è segnato dal suggestivo rincorrersi di colline coperte da alberi, distese di campi, prati e vigneti.

Storia

onengo può vantare origini antiche: seconda alcuni studiosi potrebbe essere stato fondato dai Cimbri. Nel 770 era un paese di una certa importanza che Carlo Magno diede in feudo ad Aimone Radicati, conte di Cocconato. In seguito, Tonengo entrò nell’orbita del marchesato del Monferrato e nel 1292 si ha notizia di un sanguinoso scontro bellico ad opera degli Astesi. Nei secoli XVI e XVII appartenne ai signori di Gattinara e di Settimo. Nel 1691 entrò a par parte del ducato di Savoia.

Arte 

La chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna Immacolata risale al 1700 con facciata rivista in stile neoclassico, ingentilita da due lesene laterali. Il portale in legno presenta decorazioni a carattere geometrico floreale. La chiesetta di San Michele risale all’epoca romanica ed è molto interessante specialmente per le fiancate e l’abside ricche di affreschi ed archetti pensili.

Enogastronomia

Tra i sapori tipici salumi, torta di mele e di nocciole.

www.comune.tonengo.at.it

17 Km da Asti, 271 m s.l.m.
Abitanti: 930

Paesaggio

Tonco è situato su di un colle del basso Monferrato a nord di Asti.

Storia

Il paese di Tonco risulta essere di origine longobarda. La sua iniziale grafia era Todenco o Tudenco, trasformato poi in Tonco o Tunco. Dopo il periodo di dominazione longobarda, i primi feudatari di cui si ha notizia furono i “Di Tonco”. Nel 1397 il feudo passò al nobile astigiano Oliviero Turco, quindi sotto i signori Natta. Nel 1617, durante la guerra di successione del Monferrato, Tonco fu saccheggiata e incendiata dalle truppe franco piemontesi. E' conosciuto per aver dato i natali a Gerardo di Tonco, primo rettore nell'XI secolo dell'ospizio dei pellegrini di Gerusalemme, nominato successivamente Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni poi divenuto Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta

Arte 

Risalendo la Valle Versa appare il curioso profilo dell’imponente chiesa par­rocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta e San Giuseppe, maestosa opera settecentesca, eretta su disegno di F.Caselli di Tonco, originale con il suo appuntito campanile “a cuspide”. Il centro abitato, impreziosito da piccole ma pregevoli chiesette rionali (San Giovanni, Sant’Antonio, San Girolamo, Santissima Annunziata, San Martino), presenta i segni di un nobile passato nelle settecentesche ed eleganti Villa Toso, Villa Mensio e nel Palazzo Comunale.

Enogastronomia

Grandiosa bagna cauda di Gerardo in novembre

www.comune.tonco.at.it

13 Km da Asti, 239 m s.l.m.
Abitanti:1705

Paesaggio

Accattivanti scorci paesaggistici si possono ammirare percorrendo i sentieri naturalistici che partono dal concentrico verso le frazioni di San Carlo e Pratomorone.

Storia

Forse Tigliole esisteva già al tempo dell’impero romano. Fu feudo dappri­ma dei signori di Tigliole, che lo tennero dal 1331 alla metà del secolo XV. Nel 1560 il papa Pio IV nominò Emanuele Filiberto vicario pontificio di questo territorio, che restò alla Santa Sede fino al 1741, anno in cui passò definitivamente a far parte dello Stato Sabaudo.

Arte 

Anticamente il paese di Tigliole era costituito da due centri distinti, detti l’uno inferiore, l’altro superiore. Il primo scomparve già nel XIV sec. e di esso rimane la magnifica traccia della chiesa romanica di San Lorenzo, risalente al periodo tra l’XI ed il XII sec, Il secondo corrisponde invece al paese attuale. Il centro del paese era il castello, posto sul colle dove sorge oggi il Municipio e che non a caso i Tigliolesi chiamano ancora oggi “il castello”.

Singolare il Museo l’Arte del Sellaio che illustra arnesi, materiali tecniche dell’arte sellaria in Piemonte.

Enogastronomia

I pregiati allevamenti di bovini di razza piemontese fanno della carne la protagonista della ristorazione locale, a cui si affiancano ricette tipiche della tradizione piemontese. La prima domenica di agosto si svolge la tradizionale Fiera Bovina di razza piemontese denominata “Stelle in stalla”, uno dei più importanti eventi del settore. I vigneti di Tigliole, un tempo più estesi, danno un ‘eccellente Barbera.

www.comune.tigliole.at.it

18 Km da Asti, 223 m
Abitanti 163

Paesaggio

Visto da lontano Soglio emerge dal bosco che lo circonda per il profilo del suo castello. Intorno a quest’ultimo si sviluppano su differenti livelli due anelli viari: per questa struttura rigorosamente serrata, Soglio costituisce un esempio di urbanistica storica unico nella zona.

Storia

Fin dal medioevo Soglio fece parte del Comitato di Asti, in seguito il feudo ebbe molti passaggi, dai signori locali ai conti di Biandrate verso la metà del Duecento, al comune di Asti ed infine ai Pelletta. Questi agli inizi del XVI secolo ne cedettero una parte ai Novelli, passando poi agli Asinari. 

Arte 

Verso la metà del Settecento, i signori di Bergolo della Valle si occuparono di rimodernizzare il castello, oggi posto su un’altura, al centro dell’abitato. A testimonianza degli insediamenti altomedioevali, di origine germanica e franca, rimangono le chiese di San Giorgio e di San Pietro. Ma indubbiamente il simbolo del comune di Soglio è il suo castello. La componente più vistosa dell’edificio è l’imponente muraglia a scarpa che regge il tutto; il suo aspetto è quello settecentesco di bianca signorile dimora di campagna con il cortile e il bel giardino storico a terrazze, ben curato e disegnato da siepi. Il castello è privato, ospita eventi e un Bed & Breakfast.

www.comune.soglio.at.it

11 Km da Asti, 272 m s.l.m.
Abitanti: 572

Paesaggio

Ai confini del territorio si estende la Riserva Naturale e Paleontologica di Valle Andona e Valle Botto, con percorsi naturalistici e di osservazione dei fossili. Ottimo punto panoramico il piazzale antistante la chiesa di San Carlo.

Storia

Di antica origine, come rivela lo stesso nome dal latino ad septimam lapidem, cioè località posta al settimo miglio della strada romana che collegava Asti con Industria, ora Monteu da Po. Compreso nella contea di Asti, il paese venne dato in feudo ai signori di Riva. Nel 1270 il feudo passò a un’importante famiglia astigiana, quella dei Comentina. Nel 1314 il borgo fu devastato dai Solaro, capi dei guelfi astigiani. 

Arte 

L’imponente castello fu parzialmente distrutto al termine dell'occupazione francese nel 1704 e ricostruito negli anni successivi con l'aspetto di villa settecentesca perdendo definitivamente la connotazione di fortezza medioevale. Interessanti sono il maestoso portale, il porticato d'accesso (l’interno non è al momento visitabile). Intorno al castello si estende il parco, utilizzato per manifestazioni. La settecentesca  Parrocchiale San Nicolao  era forse anticamente la chiesa del castello.  Nel cimitero  la chiesa romanica di San Nicolao  conserva interessanti motivi decorativi tipici del romanico astigiano.

Enogastronomia

In settembre la Fiera della nocciola di Settime e della Val Rilate celebra la famosa “tonda gentile”.

www.comune.settime.at.it

47 Km da Asti, 325 m  s.l.m.
Abitanti: 286

Paesaggio

Le vigne caratterizzano il paesaggio.  In valle, sulle rive del fiume Bormida, si possono ammirare esemplari di airone cinerino e garze nella Garzaia della Valle Bormida, Oasi del WWF. Ottimo punto di sosta l’area picnic della chiesetta di San Sebastiano sulla strada per Rocchetta Palafea.

Storia

Il nome Sessame nasce dal numero sei: sei miglia romane la distanza da Acqui Terme, sessanta miglia da Torino . Fu  dimora dei Marchesi del Carretto di Ponti fino al 1441.

Arte 

L’antica confraternita dei Disciplinati risale al XVII secolo, recentemente restaurata, è adibita ad attività culturali come mostre, conferenze, serate teatrali e musicali. A fianco troviamo la parrocchiale di San Giorgio, anch’essa di età barocca, ma molte volte rifatta negli ultimi anni. Il sito del castello ospita oggi un piccolo parco naturalistico, zona panoramica e area di sosta attrezzata. Sulla sommità di una collina Il Turot rappresentava un punto di avvistamento nel controllo delle vallate circostanti.

Enogastronomia

Sessame è la patria del Brachetto, vino rosso dolce da dessert. La cucina locale è famosa per un’antica e segreta ricetta di risotto, piatto protagonista della sagra primaverile.

www.comune.sessame.at.it

72 Km da Asti, 588 m s.l.m.
Abitanti: 140

Paesaggio

Serole è il comune più meridionale della provincia di Asti, ai confini con la Liguria dove  la Langa esalta le sue bellezze naturali: boschi, prati, versanti e calanchi. Il Bric Puschera è il punto più alto della provincia , dall’area di sosta si gode uno splendido panorama.

Storia

Il toponimo è forse una derivazione di Ursariola, per indicare la presenza di orsi nella zona. Curiosa in questo villaggio così isolato la lapide in stentato italiano su una casa della piazza che commemora la battaglia di Lepanto del 1571 in cui l'armata cristiana sconfisse per sempre il pericolo turco, forse una inconscia rivincita a ricordo di quando, secoli prima, i Saraceni avevano devastato le terre delle Langhe con le loro scorrerie.

Arte 

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, di origine cinquecentesca, fu rimaneggiata più volte nel corso dei secoli. All’interno, di pregevole interesse il tabernacolo in legno intagliato, dipinto e dorato datato 1655, uno dei pochi esempi sopravvissuti nella zona. Seicenteschi anche il fonte battesimale e gli arredi lignei. La chiesa barocca di San Bernardino e della Madonna del Carmine, un tempo oratorio della confraternita, realizzata in pietra, sconsacrata, è stata restaurata ed utilizzata per attività culturali e conserva un affresco cinquecentesco. Interessanti alcune antiche cascine del XVI secolo in pietra, vere e proprie caseforti con pozzo, mulino e forno.

Enogastronomia

Le castagne erano alla base dell'alimentazione dei serolesi e oggi sono oggetto della Sagra delle Caldarroste  la terza domenica di ottobre. Parecchi i produttori di Robiola di Roccaverano DOP

www.comune.serole.at.it

15 Km da Asti, 253 m s.l.m.
Abitanti : 645

Paesaggio

Il paese, posto ad una decina di chilometri da Asti, sorge sulla dorsale della collina fra Portacomaro e Castagnole Monferrato. Il paesaggio riproduce i profili tipici della vegetazione del Monferrato, un'interminabile rincorrersi di campi e vigneti.

Storia

Le origini di Scurzolengo sono di epoca incerta. Sicuramente anteriori all’anno 953, data del primo documento noto. Il nome pare  di origine germanica per il suffisso in -engo.

Arte 

Si arriva a Scurzolengo salendo per una strada tortuosa che, dopo aver attraversato la valle, si inerpica sino al paese che è lungo e stretto. Il castello, tuttora presente con la sua chiesa, nei secoli ha subito manipolazioni e rifacimenti ma, nonostante l’età, è rimasto il simbolo emblematico del paese ed ha ancora elementi medievali. I resti del fossato e del ponte levatoio erano ancora visibili a inizio 1900. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Lorenzo. Il Parco della Rimembranza ospita la cappella ottagonale dedicata a San Rocco.

Enogastronomia

Importante la produzione vinicola, in particolare l'area è vocata per il Grignolino e il Ruchè. Piatto tipico il fritto misto alla piemontese.

www.comune.scurzolengo.at.it

24 Km da Asti, 265 m.
Abitanti : 1195

Paesaggio

San Paolo Solbrito è immerso nel verde in un territorio ricco di acque  sorgive.  Dalle strade che lo collegano ai paesi vicini è facilissimo imbattersi in viottoli e sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike conducono a panorami tutti da scoprire e a laghetti tra i boschi.

Storia

Il comune è costituito da due borghi distinti: San Paolo sorse probabilmente intorno a un oratorio dedicato al Santo Apostolo, Solbrito sulla Via Fulvia. Nel 1623 il feudo di San Paolo fu assegnato al conte Paolo Riccio, quello di Solbrito ai conti Marco Riccio e Tommaso Montafia. Ultimi titolari del feudo di Solbrito furono i Colli, marchesi di Felizzano. Nel 1928 nacque  l’attuale comune con la fusione dei due centri.

Arte 

A Solbrito rimangono alcune parti del castello,  mentre del castello di San Paolo non vi sono più tracce. Si ammira però, ben conservato, il Palazzo dei conti Gay di Montariolo, circondato da un parco all’inglese. La chiesa parrocchiale  è un bell’esempio di architettura tardo barocca, riccamente affrescata all’interno, che ospita pregevoli tele del Seicento tra cui una attribuita a Guglielmo Caccia. A circa due chilometri a nord dell’abitato di San Paolo, sorge il Santuario dedicato alla Beata Vergine di Vico, detta Madonna di Serra costruito nel 1753 nello stesso punto dove sorgeva un pilone votivo che racchiudeva una riproduzione del quadro della Madonna di Vicoforte.

Enogastronomia

Le ancioe al verd (acciughe al verde) sono la ricetta tipica: acciughe lavate con bagnetto verde di olio, prezzemolo e aglio. Tra le attività del territorio si segnalano l’allevamento avicolo e la produzione di nocciole. Molto apprezzato il miele.

www.comunesanpaolosolbrito.it

15 Km da Asti, 257 m s.l.m.
Abitanti : 712

Paesaggio

La zona orientale delle cosiddette colline Alfieri è caratterizzata dal lungo crinale dell'alta collina che corre parallela al fiume Tanaro, cresta su cui sorgono i paesi di San Martino, Antignano, Celle Enomondo e Revigliasco. 

Storia

Sulle origini del paese si trovano poche tracce. Dal secolo XIV il territorio appartiene alla famiglia dei Solaro. Nel 1615 il feudo passa agli Alfieri di Magliano. Nel 1863 il paese prende il nome di San Martino al Tanaro, poi alla fine del secolo modificato in San Martino Alfieri, in omaggio alla famiglia Alfieri. La borgata Saracchi diede i natali alla seconda moglie di Giuseppe Garibaldi, Francesca Armosino e ospitò l’eroe dei due Mondi nel 1880 nella casa visibile ancora oggi. In borgata Marelli vi è l’abitazione  in cui crebbe San Giuseppe Marello.

Arte 

Il castello tra il 1696 il 1721 fu trasformato in elegante dimora barocca su disegno dell’ingegner Bertola.  L’imponente edificio conserva l’arredo originario delle sale  e una pregevole Orangérie. Nel 1815 il marchese Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno incaricò Xavier Kurten, architetto paesaggista tedesco, di trasformare il giardino formale in un parco romantico all’inglese. Egli ampliò il parco avvalendosi della collaborazione dell’architetto sabaudo Ernesto Melano al quale si deve anche la sistemazione urbanistica del borgo e il progetto della chiesa parrocchiale di San Carlo e Santa Maria, in stile neoclassico. La sconsacrata chiesa della confraternita dei Battuti è stata recentemente restaurata come sede di eventi culturali.

Enogastronomia

Tra i vini locali il Barbera, il Grignolino d’Asti, la Bonarda, il Cortese, lo Chardonnay. Tra le specialità gastronomiche  di San Martino agnolotti, salumi e arrosto da gustare perché no durante la camminata enogastronomica “Nel mezzo del cammin..di nostre vigne” a giugno.

www.comune.sanmartinoalfieri.at.it

24 Km da Asti, 301 m s.l.m.
Abitanti:1083

Paesaggio

Il Comune di San Marzano Oliveto si trova in posizione panoramica immerso in un paesaggio vario e ricco di quiete che ha attratto molti stranieri che l’hanno scelto come residenza. 

Storia

Il nome di S. Marzano fu imposto per deferenza verso S. Marziano, forse primo vescovo di Tortona (IV secolo?). Nel 1862 fu aggiunta la denominazione di “Oliveto” poiché, secondo alcuni, vi prosperava, in epoche antiche, l’ulivo. L’ipotesi di una coltivazione dell’olivo praticata nel Medioevo è messa in forse da un’altra che fa derivare il toponimo da “pendio” (in dialetto ò rivè).

Arte 

Il castello, appartenuto agli Asinari e rimaneggiato nel Settecento, è un’opera imponente e suggestiva, ora adibita a convegni, mani­festazioni e aste. Le sue antiche cantine con archi e volte ricordano l’interno di una cattedrale gotica e dalla sua splendida terrazza-giardino si ammira uno dei panorami più belli della zona. La chiesa parrocchiale, dedicata a San Marziano, sorge sulla piazza mentre la settecentesca Chiesa dei Battuti, restaurata recentemente, è sede di un centro culturale.

Enogastronomia

La gustosissima e tenera mela di San Marzano (varietà Golden) ha la certificazione PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) e può essere acquistata direttamente dai produttori.

www.comune.sanmarzanooliveto.at.it

45 Km. Da Asti , 655 m. s.l.m.
Abitanti: 133

Paesaggio

L’alta collina su cui sorge San Giorgio è un belvedere naturale, una terrazza panoramica che guarda alla Langa più autentica. 

Storia

San Giorgio fu nel Medioevo feudo astigiano al confine con il Genovesato, ebbe quindi grande importanza strategica. Nel 1323 ad opera di Alessandro e Bonifacio Asinari, fuoriusciti da Asti, fu costruito il castello. (si veda l’iscrizione sopra la porta d’ingresso della torre). Il feudo passò poi alla famiglia Scarampi da cui il paese prese il nome nel 1518. 

Arte 

Il piccolo borgo in pietra (torre, due chiese e quattro o cinque case) è dominato dalla torre medievale sulla terrazza della quale si gode una vista sconfinata a 360° (visitabile durante la rassegna Castelli aperti). La casa-torre, con base a scarpa, si articola su sei piani di cui il primo, il quarto e l’ultimo coperti da volte a botte e gli altri, in origine, da solai di legno. Il terzo piano, quello dell’ingresso, ospitava la cucina con grande camino.   Pochi passi per visitare la parrocchiale  dedicata a San Giorgio che  presenta scolpito sull’architrave in arenaria del portale (1645) un curioso bassorilievo con San Giorgio a cavallo e l'Oratorio dell'Immacolata diventato sede della Scarampi Foundation che vi organizza eventi culturali. Piccolo gioiello del barocco la chiesetta campestre di San Carlo, appena fuori dall'abitato.

Enogastronomia

In agosto si tiene la Rassegna del bovino castrato piemontese.

www.comune.sangiorgioscarampi.at.it
www.scarampifoundation.it

16 Km da Asti, 107 m s.l.m.
Abitanti: 1438

Paesaggio

Situata nella valle del Borbore, la bella cittadina s’incunea tra le Langhe, l'Alto Monferrato e il Roero. Gli antichi  bastioni sono oggi piacevoli viali alberati dai quali godere scorci sul borgo e sul paesaggio.

Storia

I cronisti del tempo documentano l’origine del Comune nel 1275 quando, durante l’invasione del Piemonte da parte di Carlo d’Angiò, gli Astesi assediarono, distruggendoli, i castelli di Gorzano, Castelnuovo, Lavezzole e Marcellengo  obbligando gli abitanti  dei relativi villaggi  a trasferirsi nel nuovo insediamento fortificato. La pianta è ancora oggi quella dell'Oppidum romano con una strada maestra tagliata da 10 contrade. San Damiano rimase soggetto ad Asti ma con un suo governo comunale.

Arte 

San Damiano conserva un piacevole centro storico attraversato dalla porticata Via Roma. Il Palazzo Comunale, costruito neI Settecento, era la residenza dei Conti Carlevaris. Al piano nobile sono ancora perfettamente conservati la bella “Galleria” e le sale, tra cui quella consiliare ricca di stucchi ed ornamenti. La chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano ha per campanile una delle torri circolari dei bastioni medioevali. A fianco la confraternita dell'Annunziata che conserva il bellissimo gruppo statuario ligneo dell' Addolorata dello scultore torinese Stefano Maria Clemente. Poco distante La parrocchiale di San Vincenzo, di origini gotiche, fu modificata nel Seicento. La Chiesa di San Giuseppe è una delle più belle chiese del barocco piemontese. L'interno ha una ricca decorazione pittorica eseguita dai fratelli Pietro Antonio e Giovanni Pietro Pozzo tra il 1741 e il 1744. Le antiche fortificazioni sono oggi viali alberati che circondano il centro. In frazione San Giulio la chiesa conserva il campanile romanico e ospita una preziosa Madonna in marmo duecentesca. 

Enogastronomia

Durante l'anno alcune fiere celebrano i prodotti locali: a marzo (Fiera di San Giuseppe) il vino nuovo (Barbera d'Asti, Cisterna, Nebbiolo, Freisa d'Asti)., a novembre il Tartufo Bianco (Fiera dei Santi) e a dicembre il Cappone. Da non dimenticare i tipici dolcetti (“sandamianesi”) al cacao e alle nocciole.

www.comune.sandamiano.at.it

35 Km da Asti, 423 m s.l.m.
Abitanti: 371

Paesaggio

Il paese, disposto a grappolo su una alta collina a dominio della Valle Belbo, è circondato da un paesaggio verdeggiante in cui prevale la coltivazione della vite.

Storia

Le prime notizie storiche certe risalgono al 960, quando sicuramente doveva già sorgere un imponente castello nel sito attualmente occupato dal borgo. La posizione strategica  fece sì che anche la Repubblica di Genova cercasse la conquista del castello nel Trecento.

Arte 

La chiesa Parrocchiale di Sant’Evasio con l’elegante facciata in mattoni a vista, è una delle più interessanti chiese barocche della zona. Pregevole l’altare maggiore in marmi policromi, realizzato nel 1768-70 dai Pelagatta, rinomata famiglia di marmorari lombardi. Dell’antico e imponente castello fortificato demolito agli inizi del XVII sec. restano ormai solo le poderose mura di sostegno del terrapieno. La sommità dell’altura accoglie la torre quadrangolare (26 m), edificata in epoca medioevale, con funzione di controllo del territorio. La torre è stata restaurata come molte altre in Langa Astigiana e resa accessibile con una scala interna, l’area intorno è stata attrezzata come zona di sosta.

Enogastronomia

Salume tipico è il curioso biclet, un salame crudo dalla taglia più lunga del normale e dalla forma affusolata, che viene ricavato dalle parti nobili del maiale.

www.comune.rocchettapalafea.at.it

 

52 Km da Asti, 759 m s.l.m.
Abitanti : 458

Paesaggio

Roccaverano (Rocha Uverani, dal nome del torrente Ovrano che scorre nella valle sottostante) è il comune più alto dell’Astigiano ed è la capitale della  Langa Astigiana caratterizzata da una collina selvaggia ma anche modellata dall'uomo con terrazze costruite a secco in arenaria locale per ottenere appezzamenti di terra piana per seminare il grano o far crescere il prato per i pascoli.

Storia

Il paese si sviluppò come centro di notevole importanza tra i domini aleramici di Bonifacio del Vasto e poi del suo erede Ottone I Del Carretto. Ben presto per la sua posizione strategica fece gola agli Astigiani, alla continua ricerca di strade sicure per i loro commerci con la costa ligure.

Arte 

 Il fascino di Roccaverano è riassunto nella piazza centrale: la splendida chiesa parrocchiale rinascimentale, il castello, la torre e il paesaggio sconfinato. La parrocchiale fu voluta nel 1509 da monsignor Enrico Bruno, nativo di Roccaverano, su disegno forse del Bramante col quale era probabile fosse venuto in contatto a Roma. Del castello rimane solo un possente muro alleggerito  da tre bifore gotiche: una scala con balconata in legno permette di raggiungerle e affacciarsi sulla piazza. Anche la torre  circolare, alta quasi 30 metri è accessibile (chiave presso il Municipio  o il vicino bar). Dopo l'emozione del panorama, una passeggiata nel centro storico tra belle case in pietra, stemmi della famiglia Bruno, portali scolpiti.  In direzione del cimitero si raggiunge la chiesa di San Giovanni, l'antica parrocchiale che cela uno dei più importanti cicli di affreschi tardo gotici del Piemonte. Splendida la duecentesca torre di Vengore, isolata tra campi di grano e i boschi.

Enogastronomia

La robiola di Roccaverano, prodotta con latte crudo delle capre di razza camosciata alpina e di razza autoctona è l’unico formaggio caprino storico d’Italia (menzionato nelle cronache fin dall’anno 1000 ma di origini molto più antiche) e l’unico ad aver ottenuto la denominazione di origine protetta. Tra i vini ricordiamo lo Spumante Alta Langa. Due occasioni per visitare il paese? La Fiera Carrettesca, dedicata ai produttori di Roccaverano, e lo storico Polentone a giugno.

www.comune.roccaverano.at.it

 

10 Km da Asti, 195 m.
Abitanti: 941

Paesaggio

Il paese si trova in posizione dominante rispetto alla Valle del fiume Tanaro su di un'altura che fiancheggia la sponda destra del fiume a pochi km dal Parco Naturale di Rocchetta Tanaro.

Storia

Già citata in documenti del 999, Rocca era una delle principali fortezze dell’astigiano, ruolo che mantenne sino al 1644, quando venne smantellata dagli Spagnoli.

Arte 

 Il Palazzo Cacherano è un grande palazzo costruito a cavallo dei secoli XVII e XVIII dai conti Cacherano, dal 1882 sede del municipio. La parrocchiale, dedicata ai SS. Stefano e Genesio, è un bell'edificio settecentesco. Il campanile è invece  di origine trecentesca. A poca distanza dal concentrico la chiesa di S. Stefano e S. Libera è un piccolo gioiello d’arte romanica. La costruzione è probabilmente anteriore all’anno Mille. Recentemente restaurati nell’abside due affreschi quattrocenteschi, l’uno raffigurante Cristo affiancato da un diacono, l’altro una Santa velata.

Enogastronomia

Le  colline di Rocca d'Arazzo sono particolarmente rinomate per  la produzione del vino Barbera. La Sagra dell'agnolotto e del Barbera si svolge all'inizio di agosto nella frazione Santa Caterina.

www.comune.roccadarazzo.at.it

 

Capital and heart of the province, Asti is with its 77.000 inhabitants a city on a human scale. Famous all over the world for its wines and its cuisine, and maybe less, wrongly so, for its beauty on an artistic level, it must be discovered by foot, strolling in its old city centre, which has maintained the medieval urban structure. The medieval period, with its great richness and power, has left splendid traces in the main monuments of the city, the Cathedral, the Collegiate of San Secondo, the complex of San Pietro in Consavia, in the towers and particularly in the town houses and streets. The baroque style of its noble mansions and the XIX cent. elegance of its squares manage to become one without any false notes, creating a harmonious whole with the elegant windows of the Liberty shops. Asti, bound to its magnificent past, which comes to life each year on occasion of the Palio, Asti lively and busy in its weekly markets, Asti rich in cultural and oenogastronomic events, which make a stop in this town even more agreeable.

The northern part of the Asti region offers various itineraries.
Following the direction of Chivasso along the old roman road one can travel along the traced route of the Via Francigena, the medieval journey of the pilgrims arriving from Rome: to do this simply follow the indications for the many roman parish churches, which remain as testimony of these passages. Cortazzone, Montechiaro, Montiglio, Cerreto, Montafia, are only some of the villages, which, usually just outside the built-up areas, on green hills or near little cemeteries, host these small churches, which have nearly all been renovated and can be visited. Worthy beginning and end of this itinerary is the visit of the Abbey of Vezzolano, the most important Romanesque monument of the Piedmont.

Another antique road (which interlaces with the first) is the Valle Versa road, with its castles: Castell’Alfero, Montiglio, Frinco, Rinco and further up Passerano until one reaches Cocconato, balcony on the Monferrato, with its beautiful old town centre. Those choosing a more religious journey can head for the “terre dei Santi” (land of the saints): Castelnuovo Don Bosco and its surroundings, where San Giovanni Bosco, San Domenico Savio, the Blessed Cafasso and Cardinal Massaia were born. Towards east lay the gentle hills of the heart of what used to be the great Marquisate of the Monferrato: the itinerary, which leads from Portacomaro towards Moncalvo, the smallest city in Italy, offers splendid historic testimonies such as the Castle of Montemagno, Romanesque art, the manieristic paintings of the Caccia in the parish churches and, from the point of view of landscape and oenology, also the largest vineyard of Italy. A last suggestion are the ethnography museums: from Cisterna (nearby the historic town centre of San Damiano) to the sites of the Ecomuseo, to the Plaster museums of Montafia and Moncucco, there are many opportunities to learn more about the farm life of the Lower Monferrato. 

The southern part of the Asti Region is where the grape cultivation is most important and characterizes the landscape.
There are many suggestions for tours in this part of the Monferrato south of the river Tanaro. First of all the oenological routes: there are numerous museums dedicated to the wine and its production today and in the past (Costigliole, Mombercelli, Nizza Monferrato are only a few of the hosting towns), exceptional are the historical cellars of Canelli, the capital of the Moscato and the Asti Spumante, true underground cathedrals. But first of all the vineyards, as far as the eye can see, which in autumn turn to thousands of different colours. For nature lovers there are many possible excursions to the parks and nature reserves of this area, in the Valle Sarmassa, in the woods of Rocchetta Tanaro, on the bank of the river Bormida in Sessame to observe the herons which have returned to populate the banks of these rivers. For the lovers of history there is no lack of cues: from the castle of Costigliole to the one in San Martino Alfieri, from Calamandrana to Calosso, castles and country houses full of memories from medieval times to the Risorgimento. And there is yet to discover the south-east around Mombaruzzo, famous for its Amaretti sweets, but rich in noble palaces and prestigious buildings besides many, many vineyards. And then, on the southernmost point of the province, where the vineyards end and the hills rise higher, the landscape turns rough and yet more suggestive: the Langa of Asti with its medieval watch towers against the Saracen invasions in Cassinasco, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, the “double” church of Cessole, suggestive remains of the castles and Roccaverano, the highest village in the province at almost 800 m. elevation, with its bramantesque parish and the breathtaking panorama.